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Lo Zabaione: la bomba per il sabato sera

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Oltre ad essere il classico dolce della nonna, quello da gustare tutti assieme, magari ancora tiepido, lo zabaione è oggi un rinomato dolce preparato nelle migliori pasticcerie e ristoranti Piemontesi e non solo. Si, perché quello che in pochi sanno è che tutto partì da Torino per mano di Frà Pasquale de Baylon(1540-1592).Citato addirittura nel libro “Cuoco Piemontese” del 1766 e poi ancora nel dizionario “Piemontese – Italiano”del cav. Vittorio Felice edito nel 1859.

Lo zabaione nacque, secondo la leggenda, il 16 ottobre 1560 per puro caso. Pare infatti che Baylon, per dar più gusto alla classica miscela di uova e zucchero sbattuti, vi aggiunse del vino di Cipro. Il monaco, appartenente all’ordine dei francescani ed approdato a Torino per il suo apostolato presso la parrocchia di S. Tommaso, da allora cominciò a consigliare alle sue penitenti – specialmente a quelle che si lamentavano della poca vivacità del consorte - una sua ricetta che avrebbe dato vigore e forza al soggetto. Santificato nel 1680 da Papa Alessandro VIII entrò rapidamente nella leggenda, tanto che le donne torinesi tra di loro cominciarono a scambiarsi la ricetta per beneficiare del miracolo del Santo Pasquale de Baylon, il cui nome, in dialetto torinese, fu subito abbreviato in San Bajon. Nacque così a Torino 'L Sanbajon, in seguito italianizzato in Zabaione o Zabaglione.

Ben presto questa ricetta varcò i confini sabaudi e venne, col tempo, conosciuta in tutto il mondo. Nel frattempo, Pasquale de Baylon venne proclamato santo protettore di tutti i cuochi. La sua festa è il 17 maggio ed è venerato in Torino nella chiesa di San Tommaso in Via Pietro Micca. Altre tracce del santo le possiamo poi trovare nella chiesa del monte dei cappuccini (Torino) ove è ubicata una sua foto ed a Napoli dove addirittura sorge in suo onore una chiesa su cui una lapide ricorda: "Edificata da Carlo Re III in rendimento di grazie per aver ottenuto prole maschile". Bene, spero di avervi incuriosito, quella che propongo qui sotto per chi volesse provare tale prodigio è la ricetta originale del santo…. Ottimo servita tiepida per accompagnare dolci di pasticceria secca, come torte e biscotti, ma anche servito caldo sul gelato come fanno "Da Mario" a Cantavenna oppure anche da solo.

Ingredienti:
1 Tuorlo d'uovo
2 cucchiaini di zucchero e sbattere fino a quando il tuorlo diventa quasi bianco Aggiungere: 2 gusci d'uovo abbondanti di marsala (non all'uovo)
1 guscio d'acqua

Preparazione:
Mettere sul fuoco con fiamma limitata (o a bagnomaria) sempre rimescolando con un cucchiaino sino al primo cenno di bollore. Togliere dal fuoco e continuare a rimescolare.

Servire.