collinedelmonferrato

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Daniele Doesn't Matter

E-mail Stampa PDF

Chi è Daniele Doesn’t Matter?

Daniele Selvitella, in arte Daniele Doesn’t Matter,  è uno degli youtuber più famosi d’Italia. La sua carriera nel mondo dello spettacolo parte alcuni anni fa da quella che in pochi mesi sarebbe diven­tata la più famosa cameretta da letto del Paese. Con videocamera e cavalletto, Daniele ha cominciato a realizzare mini sketch settimanalmente postati su YouTube. E in poco tempo l’ironia del giovane mon­ferrino ha conquistato il web portandolo ad avere 160 mila iscritti al suo canale e visualizzazioni che superano l’incredibile cifra di 22 milioni. Ex stu­dente dell’Istituto Leardi di Casale Monferrato, dopo qualche comparsata nel Chiambretti Night, Daniè, come lo chiamano i suoi fan, è diventato una delle voci ufficiali di radio KissKiss. Ma non ha smesso di essere uno youtuber, perché, sostiene, il futuro è proprio nella rete: in poco tempo tutto, dalle televi­sioni alle radio, passerà per il web. Daniele è la te­stimonianza vivente che, con buona volontà, molta pazienza e impegno è possibile trovare la propria Silicon Valley anche in Italia.

Un web designer, uno youtuber, un attore, un te­stimonial, uno speaker radiofonico, cinefilo, un esperto di videogame. Ma chi diavolo è Daniele Do­esn’t Matter?

«Ci sarebbero anche altri appellativi da aggiungere a questo elen­co, ma al momento non posso anticipare niente! E sopratutto al­cuni sarebbero offensivi nei miei confronti, quindi evitiamo! Chi è Daniele Doesn’t Matter?! Bella domanda! Comincio ad avere crisi di identità! A volte entro anche in conflitto. Del tipo: recito mentre faccio il Web Designer, faccio lo speaker al cinema, gioco ai videogiochi su YouTube... e via dicendo. Scherzi a parte: Da­niele Doesn’t Matter non è nient’altro che Daniele Selvitella. Un ragazzo (a 25 anni direi che godo pienamente della facoltà di “ra­gazzo”, vero? Sto cercando di convincermi perché recentemente mi hanno chiesto se ne avessi 32!) con la passione per la Graphic Design, ma con un sogno nel cassetto, custodito fin da bambino: entrare nel mondo dello spettacolo».

Ci sei riuscito…

«Diciamo di sì, ma fondamentalmente non me ne sono ancora accorto. Infatti, quando mi hai fatto la domanda, sono rimasto stranito: “Io faccio tutto questo?!”. Entrare nel mondo dello spet­tacolo è un po’ come compiere i 18 anni! Non vedi l’ora e pensi che quel giorno sia fantastico. Invece ti rendi conto che non cam­bia assolutamente niente da quando avevi 17 anni e 364 giorni di vita. Hai solo più responsabilità, cose da fare e impegni! Non un fuoco d’artificio, non un formicolio alla pancia: niente! “Che ca­volo ho atteso 18 anni i 18 anni se poi non cambia niente!” Però, ne cominci a percepire le potenzialità quando prendi la patente. Quando puoi vedere i film vietati ai minori. Quando vai a votare. La stessa cosa è il mondo dello spettacolo!»

Raccontaci come è nato il tuo personaggio…

«Un fantastico giorno incantanto, mentre cavalcavo il mio uni­corno a due corni, mi sono detto: “Hey! Ma io amo la grafica. Mi piace mettermi in gioco. Faccio montaggio video... Perchè non unire tutte e tre le cose in una?!”. Così, il 15 ottobre del 2009 decisi di aprire il mio canale su YouTube. YouTube è un’oppor­tunità pazzesca! Ti permette di accedere al mondo direttamente da casa tua. Comunicare emozioni, frasi, pensieri, punti di vista, parlando letteralmente con tutti. Ovviamente non basta la voglia di “aprire un canale”. Bisogna trovare qualcosa da dire, da fare e sopratutto da far vedere. E lì arrivò l’illuminazione! Volevo di­ventare famoso. Come altri milioni di persone! Come fare allora? Come emergere rispetto agli altri?! Il trucco è stato: curiosare quello che gli altri facevano su YouTube! Con grande delusio­ne, scoprì che la maggior parte delle persone che riuscivano a raccogliere una grande utenza, realizzavano video amatoriali in cui cantavano stonati, facevano incidenti ridicoli. Insomma: si umiliavano! E da qui nacque un concetto: alla maggior parte del­le persone, non interessa come diventare famosa! Basta esserlo! Bisogna raggiungere quell’obiettivo! Come? It Doesn’t Matter! (Non importa, ndr). Ma siccome, a differenza loro, a me impor­tava, decisi di sfruttare i loro video per realizzare una sorta di siparietto comico in cui commentavo la loro stupidità, intramez­zando il tutto con miei sketch. Diciamo che a grandi linee, questa è la mia storia. Ovviamente ora i video si sono evoluti sia a livel­lo tecnico che di scrittura. Si sono trasformati in una presa in giro ironica di fatti che coinvolgono tutti noi ogni giorno. Ma conservano sempre lo stile iniziale».

E la tua famiglia, in particolar modo, tua madre (visto che la citi in ogni tuo video), che rapporto ha con il tuo modo di vivere il web?

«Sono fortunato. La mia famiglia ha sempre appoggiato le mie scelte. A partire dal per­corso di studi. Non sono mai stato condi­zionato. L’unica cosa che mi richiedeva­no era l’impegno! Mi sono diplomato qui a Casale come Grafico Pubblici­tario all’istituto Superiore Leardi. E in fine, laureato in Scienze del Design a Torino. Ma torniamo all’inizio! La mia famiglia! Mio papà mi ha appoggiato fin dall’inizio, divertito dai miei video. Mia mamma, inizial­mente era un po’ scettica. Ma alla fine la mia più grande fan è diventata lei. Si è creata persino l’account su Twitter per interagire du­rante il mio programma in radio!!! Mi tiene informato su tutte le cose che mi accadono intorno, di cui non riesco a seguire. Ovviamente non mancano all’appello nonni, zie e altri parenti a sostenere il mio percorso e a seguire i “danni” che faccio sui Media. Ti svelo un segreto: “Un Bacione Alla Mamma”, non è rivolto alla mia! A lei glielo dò direttamente, nei video è rivolto a tutte le mamme!»

Cercando “Daniele” su Google, sei al terzo posto dietro a Daniele Silvestri e Daniele De Rossi. La conquista del web è a buon punto, o no?

«Sto controllando su Google! Non pensavo di essere così in alto scrivendo solo Daniele! Alla faccia! Ma ti dirò di più: sul mio Google non mi appaiono neanche Silvestri e De Rossi! (ride, ndr) Sono sempre al terzo posto, ma davanti ho due pagine di Wi­kipedia: Daniele (Profeta) e Daniele (Nome). Mi sa che le nostre homepage di Google sono di parte!»

I tuoi video sono stati visti più di 22 milioni di vol­te, al tuo primo canale YouTube sono iscritte più di 150 mila persone: sono numeri importanti. Che valore hanno per te?

«Non mi fermo mai a pensare a queste cifre? Ogni volta me lo fanno notare gli altri. Ovviamente sono molto soddisfatto. Com­piaciuto. Ma non ho mai visto questi numeri come “numeri di massa”. Ho un rapporto molto diretto e stretto con la gente che mi segue. Non ho mai negato la rispo­sta a nessuno. Questo comporta grossi “sacri­fici” del mio tempo libero. Ricevo migliaia di mail tutti i giorni, ma adoro rispon­dere alle persone che mi mandano un messaggio. Mi sembra il minimo per ringraziarli di aver passato quei “10 minuti di video con me”».

Dunque, hai un rapporto molto stretto con i tuoi fan: quanto tempo spen­di settimanalmente a rispondere a mail, post e messaggi?

«Se facessi un calcolo settimanale del tempo speso a rispondere ai messaggi, mi daresti del pazzo. Lascio i conti a te, rac­contando­ti come si svolge una mia giornata tipo: alle 11 sveglia, alle 12 scrittura della puntata di KissKissenefrega (il mio pro­gramma radio), ore 17 finisco di scrivere la puntata e corro in radio, mezz’ora dopo termino di preparare il programma, regi­strando scenette comiche insieme al mio regista “KissChicco”. Alle 20 terminiamo gli arrangiamenti e finalmente ceniamo. Alle 21 sono in onda su Kiss Kiss e alle 00.30 torno in apparta­mento a Milano. Ma eccoci al dato scandaloso: da mezzanotte e mezza, alle 4 o le 5 del mattino, rispondo a tutti gli utenti che mi scrivono. Anche un semplice “grazie” ad un complimento. O messaggi più lunghi in cui mi chiedono qualcosa di particolare. Questa è la mia giornata tipo! È molto soddisfacente, ma molto stressante! In quattro mesi non ho ancora avuto tempo di farmi un giro a Milano! Avendo un appuntamento bisettimanale con i miei video su YouTube, immagina che orari faccio la settima­na in cui devo anche montare il video (il video, mediamente richiede 28 ore di montaggio). Poi intorno ci sono tutti gli altri progetti: testimonial AIRC, Telecom, Tim ecc... Il sabato e la domenica torno “in patria” e diciamo che cerco di staccare da tutti fino alla domenica notte».

Come pensi potrà svilupparsi il web nei prossimi anni?

«Il web è il futuro, ma è anche già presente. Faremo sempre più cose online, sostituendo tutte le abitudini analogiche. Come già stiamo facendo. Sarà l’unico vero Media. Un esempio stupido? Le nuove Televisioni! Ormai abbiamo quasi tutti, televisori HD nei nostri salotti. Sono già in vendita le tivù con la connessione ad internet. Nel giro di cinque anni, saran­no nelle nostre case. Con tanto di “tasto YouTube, Twitter e facebook” sul tele­comando. Le pro­duzioni televisive si sposteranno sul web e diventerà tutto, una sorta di YouTube. Speria­mo (noi youtu­ber) di essere an­cora visti come precursori di questo e non di essere dispersi nella massa».

Daniele Doesn’t Matter è un “drogato” di…?

«Oddio! Ho risposto tutto al volo, ma questa domanda mi manda in crisi. Ci sono diverse cose con cui “mi drogo”. Ho la passione per i videogiochi (ma non il tempo per giocarci). Il cinema! Ecco: mi drogo di film!»

La radio sarà il tuo futuro o hai altro nell’obiettivo della videocamera?

«Il concetto che mi sta portando fortuna è: sono uno youtuber! Sono famoso e seguito su YouTube. Alcuni miei colleghi non han­no concepito questo punto di vista. Vedono YouTube come tram­polino di lancio per fare altro nel mondo dello spettacolo. Io ho il punto di vista inverso. Vedo il mondo dello spettacolo come trampolino di lancio per YouTube. Sono innamorato della radio. Mi piace farla e continuerò fino a quando ne avrò l’opportunità. Ci metto passione e non ti nascondo che il mio programma sta ottenendo buoni riscontri dal pubblico. Per farti un esempio, ho portato da 0 a 3500, i followers di Twitter della mia trasmissione, in quattro settimane. Ma la radio non è il mio punto di arrivo. Sono un “intrattenitore”. Sfrutterò tutte le occasioni e le opportu­nità che mi capiteranno. Ma non sono uno speaker, non sono uno scrittore, non sono un comico, non sono un presentatore... sono uno youtuber! Un intrattenitore che si diletta nei vari campi dello spettacolo e dei media!»

Come concluderesti questa intervista?

«Mandandola in stampa, altrimenti non la leggerà nessuno! L’in­tervista di oggi finisce qui! Un bacione alla mamma, California eeeee.... alla prossima!»