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Ristoranti provati: questa volta siamo andati a Serralunga di Crea

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Infernot

Il nome è evocativo delle tipiche cantine scavate nel tufo delle nostre colline di cui ogni antica casa rurale era fornita. La loro realizzazione era ciò che di più intelligente la cultura popolare aveva elaborato nel corso dei secoli. Infatti quando si doveva costruire una casa in  epoche in cui il principale motore erano i muscoli umani o di qualche animale da lavoro, le pietre da cantoni si ottenevano scavando nel terreno in cui, con una semplice sega da legno, si potevano dimensionare i blocchi della tenera pietra sedimentaria. La casa veniva realizzata attorno al “buco” di estrazione della pietra; minima distanza di trasporto e minore fatica quindi.

Lo scavo poi non andava sprecato come avveniva per le cave di estrazione nei secoli successivi che, una volta abbandonate, facevano talvolta brutta mostra di sé nel paesaggio, ma diventavano la cantina di casa ossia l’infernot, che poteva poi essere arricchito ed abbellito con successive elaborazioni, con martello e scalpello, nelle lunghe pause invernali, in cui i contadini li lavoravano nel costante tepore invernale del sottosuolo. Venendo al nostro ristorante, proprio dalla bella sala, ricavata nella grande cantina, si possono ammirare due nicchie scavate nel tufo in cui i titolari hanno raccolto gli strumenti tipici della tradizione contadina. Infernot è un ristorante in cui si propone il tipico menù Monferrino che noi abbiamo voluto provare per i nostri lettori sabato 3 ottobre u.s. Dedichiamo qualche riga alla gestione del locale che è a conduzione famigliare: Michela è la giocane titolare, aiutata dal compagno, Christian, dai genitori Piera e Alfio e Maria Teresa. Infernot è anche un bed & breakfast. Sorge proprio lungo la via principale di Serralunga (via Roma 77/a) da cui si può ammirare lo splendido panorama della valle Cerrina. L’accoglienza è cordiale e Christian molto disponibile a darci tutte le informazioni sui vini, sul menù e sulla conduzione del locale che ha aperto solo dall’aprile scorso, ma che a giudicare dalle presenze sta avendo un certo successo.

L’ambiente è tranquillo, accogliente, caldo con buona illusione e ben arredo con richiami al tipico rustico piemontese. La carta dei vini è molto ben fornita oltre una trentina di etichette con vini nostrani e provenienti dalle diverse regioni italiane con prezzi che partono dai 12 euro in su. Noi abbiamo optato per un ottimo Ruchè DOGG di Castagnole di 13,5° del 2013 premiato come uno dei 10 migliori vini al mondo. Ideale per accompagnare un menù Monferrino Eravamo in due quindi abbiamo potuto apprezzare diverse portate. Come antipasti un assaggio della tipica carne cruda macinata con grattata di parmigiano ed un gustoso cotechino con fonduta e semi di papavero.

Ottimi entrambi ben condita la carne cruda ed in giusta quantità. Ottime anche le tre fette di cotechino ben cotte e calde e gustose, meno apprezzata la fonduta. L’entrèe sono state a base di tagliolini conditi uno con sugo di cinghiale e l’altro con sugo di funghi porcini. Apprezzate entrambe, sia per i tagliolini che per il sugo, soprattutto quello di funghi. Come secondo si è optato per cinghiale con polenta al cucchiaio e Brasato che si è scelto di contornare con fagiolini, disponibili sia in insalata che spadellati. Abbiamo optato per quelli in insalata. Il brasato, si sa, è piatto relativamente semplice da preparare e pratico da servire. Richiede una lunga cottura e un abbondante sugo che si condensa e arricchisce di gusto anch’esso accompagnando la carne della cottura. Preparandolo ogni cuoco si  può sbizzarrire impiegando verdurine e spezie aromatiche diverse.

Ci sono state servite due fette di carne ben cotte, anche il taglio, diremmo arrosto delle vena, ci è parso quello più adatto. Il sugo noi lo amiamo più intenso e carico di sapore, ma questo forse è solo questione di gusto. I fagiolini cotti al punto giuso mantenevano la loro consistenza ed erano gustosi. Il cinghiale in spezzatino però è stato il più apprezzato: ben cotto, morbido, assai gustoso accompagnato da una terrina di buona polenta. Infine un paio di dolci: il classico bunet e un’ottima crostata ai frutti di bosco.

Come digestivo Christian ci ha proposto poi dei provocanti zuccherini immersi in diversi liquori a scelta fra Genepy, ed ai gusti di Anice stellato, Arancio e cannella, Alloro e ginepro. Costo 78 euro di cui 60 per il menù e 18 per le bevande. Locale consigliato per chi vuol trascorrere una tranquilla serata in compagnia in un ambiente famigliare. Per i mesi autunnali sono previste serate a tema con menù che prevedono tartufo bianco del Monferrato a 30 euro (vini esclusi) e cene a base di cinghiale o fritto misto alla piemontese a 25 euro.

Per contatti: 3275559080 e 0142940475.

Sito: www.infernot-crea.it

Segnaliamo che non ci sono barriere architettoniche e che il locale è aperto il giovedì e venerdì solo alla sera, mentre sabato e domenica anche a mezzogiorno.

fonte: Nost Munfra'