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Asteroide nei cieli Monferrini

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fotografato dall’osservatorio astronomico di Odalengo Piccolo

di Giuliana Scagliotti

Gran fermento nella notte di venerdì 15 febbraio all’Osservatorio Astronomico di Odalengo Piccolo, dove alcuni soci del gruppo astrofili Cielo del Monferrato, coordinati dal presidente Paolo Agarossi e dal vice Fabrizio Battistini, entrambi apprezzati divulgatori, hanno compiuto una sessione osservativofotografica dell’asteroide “2012 DA14”, che nella serata ha “sfiorato” la Terra passando alla distanza minima record di 28.500 km dalla sua superficie. Il mancato “proiettile”, con diametro tra 45 e 50 metri, viaggia ad una velocità di circa 8 km al secondo, una vera “lepre” come l’ha definito Agarossi: “Dopo alcuni tentativi di inquadrare l’oggetto in visuale diretta, pur essendo facilitati dall’agile impiego di un grande binocolo astronomico in postazione fissa, ci siamo resi conto che sarebbe stato impossibile individuarlo, pur conoscendone la traiettoria.

Ardua impresa anche in considerazione della sua bassa luminosità relativa di ottava magnitudine e dell’alta velocità di spostamento, inoltre si confondeva con la miriade di stelle di fondo. Sarebbe stato come cercare un ago in un pagliaio”. Oltre alla possibilità di puntamento automatizzato mediante coordinate tramite il telescopio Schmidt-Cassegrain, il principale dell’Osservatorio, gli astrofili di Odalengo Piccolo potevano contare su un altro asso nella manica: in previsione dell’evento avevano tutti pianificato la miglior metodologia per la ripresa fotografica, in particolare Battistini ne aveva studiato accuratamente a tavolino il percorso, notando che nella sua traiettoria il piccolo corpo celeste sarebbe passato prospetticamente appena sopra la galassia NGC4449, distante da noi ben 9 milioni di anni luce. Con questo dato certo gli esperti astrofotografi dell’Osservatorio hanno puntato i telescopi, corredati di camere digitali di ripresa, in quella zona di cielo, fra le costellazioni dei Cani da Caccia e l’Orsa Maggiore, e proprio come cacciatori in appostamento, sfidando il freddo intenso della neve ancora abbondante sul Bricco Palmaro, hanno atteso la “preda” che puntualmente è passata.

L’esposizione prolungata di oltre quattro minuti ha determinato che il movimento continuo dell’asteroide abbia prodotto sul fotogramma una “strisciata” rispetto alle stelle fisse e oltre alla galassia NGC4449 di riferimento, nel campo del fotogramma, ne sono state inquadrate altre due di debolissima luminosità. Ingrandendo l’immagine ottenuta, gli autori hanno notato che la scia rettilinea di “2012 DA14” evidenzia regolari variazioni di intensità luminosa dovute al rapido movimento rotatorio del masso cosmico su un proprio asse, il che confermerebbe la sua forma non sferica ma irregolare e che nella sua rotazione espone alternativamente maggiore e minore superficie al riflesso dei raggi solari. Dopo il fly-by con la Terra, osservato e registrato con successo dallo staff dell’Osservatorio di Odalengo Piccolo, il veloce asteroide si sta ormai allontanando, ruotando su se stesso come una trottola nel gelo assoluto dello spazio siderale.